Radicchio di Verona I.G.P.

Dalla forma ad ovale allungato, foglie compatte di colore rosso scuro intenso abbellite da una nervatura principale bianca, molto sviluppata, il Radicchio di Verona IGP può essere di tipo precoce" e "tipo tardivo". La zona di produzione si estende nella fascia del basso Veneto, è costituita da terreni alluvionali, sabbiosi, ricchi di sostanza organica, freschi e dotati di un clima caratterizzato da estati molto calde ed afose e inverni rigidi e nebbiosi con escursione termica annua elevata.

Più volte etichettato come “l’oro rosso della Bassa", si distingue dagli altri prodotti della stessa categoria merceologica per la particolare croccantezza delle foglie, il colore rosso intenso ed il sapore leggermente amarognolo. Le sue caratteristiche organolettiche ne consentono un utilizzo ad ampio raggio, dall'antipasto al dolce, da crudo come da cotto.

Un pó di storia...

Il Radicchio di Verona IGP vanta un'antica e consolidata tradizione. La coltivazione del radicchio è presente già alla fine del Settecento nei "broli" (orti cittadini). I primi radicchi erano coltivati nell'alta pianura veronese negli interfilari delle piante da frutto e della vite, ed erano chiamati "cicoria rossa".

La coltivazione si specializzò maggiormente con l'introduzione della tecnica "dell'imbianchimento", importata in Italia alla fine del XVIII secolo dal belga Francesco Van Den Borre: i radicchi si collocavano a mazzi in buche scavate direttamente nei letamai, la pulitura veniva fatta nel "caldo" interno delle stalle e il prodotto, pulito dalle foglie esterne, veniva offerto al mercato con il nome di "zermoii" (germogli).

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